CENNI STORICI SULL’ORIGINE DEL

II Museo Storico venne istituito nel 1971 dall’Associazione Nazionale del Fante, sezione di Voghera, grazie all’impegno di tanti volontari e soprattutto del Comm. Beccari che nel dopoguerra aveva iniziato a raccogliere cimeli riguardanti la storia civile e politica della città. Ebbe la sua prima sede in Via Emilia, in due stanze al piano terra del Palazzo della vecchia anagrafe, proprio nei locali dell’Associazione Nazionale del Fante. Una svolta importante avvenne nel 1975-76, infatti il Comm. Beccari aveva esplorato un’area della Caserma e, ritenendo i locali adatti per l’esposizione dei reperti del suo Museo, ne chiese l’uso al Comune che rispose positivamente. Grazie al contributo della Regione, venne realizzato il rifacimento del tetto e poi, con tanta passione e impegno continuo ed instancabile, fu iniziato l’allestimento delle varie sale, completato nel 1977. Il prezioso materiale, raccolto in anni di sapienti ricerche, trovò così la sua sede nella Caserma di Cavalleria. Chi aveva conservato tra i ricordi, documenti, oggetti, testimonianze, fu incoraggiato a donarli al Museo, nella certezza che sarebbero stati adeguatamente conservati. Attualmente il Museo, situato in Via Granisci 1 bis, occupa un’area di 1.200 mq, in una suggestiva sequenza di sale che narrano in modo vivo e immediato la storia di Vogherà e del suo territorio. Raccoglie migliaia di oggetti di varia natura: quadri, stampe, attrezzi da lavoro, decine di migliaia di lettere di soldati dal fronte, diati e memorie di combattenti, moltissime cartoline con l’affrancatura originale, oltre cinquecento uniformi italiane e straniere, armi bianche e da fuoco e poi reperti famosi come: – l’uniforme di Vittorio Emanuele II – l’altare da campo di Padre Stanislao Re. – Tra le collezioni del museo, celeberrima è la pistola Beretta 34 calibro 9, che fu impiegata a Dongo il 28 aprile 1945 per uccidere Benito Mussolini e Claretta Petacci. – Il museo conserva anche la A112, su cui trovarono la morte in un agguato di mafia, nel 1982, il Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa e la moglie, Emanuela Setti Carraro. – Sono conservate, e in buona parte esposte, oltre 500 uniformi italiane e di Forze Armate straniere, bellissime e uniche in Italia, con centinaia di armi da fuoco e bianche, leggere e pesanti. -Due vetrine dedicate al Canada e alla città di Edmonton.
– La biblioteca di storia militare ha un patrimonio di migliaia di volumi, diari, numeri unici di reparti militari.
– Importante è l’archivio di documenti cartacei: si conservano decine di migliaia di lettere di soldati dal fronte, diari e memorie di centinaia di combattenti, oltre a migliaia di cartoline militari e civili.
-Molte cartoline conservano l’affrancatura, per cui si deve tener conto anche del valore filatelico della raccolta.
-Bellissimi i calendari militari e le centinaia di stampe e manifesti.
– Unico è l’archivio fotografico: un primo censimento ha rilevato oltre 50.000 fotografie inedite.
-Unica è la collezione di circa 700 figurini originali di Tino Vescovo, una delle firme più prestigiose della grafica militare.
-E ancora, vi è un’eccezionale collezione di medaglie, tra cui 800 distintivi militari dell’Impero Austro-Ungarico.
-Completano il patrimonio museale migliaia di oggetti di varia natura: stampe, quadri, manufatti, strumenti di lavoro, equipaggiamento e oggettistica di valore civile e militare, legati alla storia di Voghera, dell’Oltrepò, dell’Italia intera.

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