Città di Voghera

Voghera_duomo È il centro principale dell’Oltrepò Pavese e rappresenta un importante nodo ferroviario e stradale ed un rinomato centro vinicolo e industriale. Sorge sulle rive del torrente Staffora, al suo affacciarsi al piano dopo aver solcato l’Appennino con una lunga valle.
La città si trova all’altezza del 45º parallelo che è segnalato, sull’autostrada A21 Torino-Piacenza, nei pressi di Voghera da un cartellone che sovrasta le due carreggiate autostradali.
 Veduta del duomo

Cenni Storici

I primi insediamenti sul territorio ora occupato da Voghera risalgono al Neolitico e sono dovuti, probabilmente, al clima mite e alla presenza di corsi d’acqua.
L’antica Voghera viene riconosciuta nella romana Iria, erede di un precedente villaggio abitato da popolazioni iberiche, celtiche e da Liguri Iriati (da cui ebbe origine il toponimo).
Nel corso degli anni è probabile che l’insediamento venne ripetutamente devastato dal passaggio di vari eserciti, tra i quali quelli di Magno Massimo (387 d.C.), di Attila (452), dei Burgundi e dei Rugi (fine IV secolo), e più volte ricostruito.
Alla fine del VI secolo Iria ritorna ad essere un villaggio, un “vicus” per l’appunto, ed è in questo periodo che il nome si modifica, dando origine a quello attuale: “Vicus Iriae” poi volgarizzato in “Vicus Eira” e quindi “Viqueria”. Il borgo medioevale viene edificato sui resti dell’antica colonia romana. Alcuni storici non concordano sull’identificazione di Voghera con l’antica città di Iria ma sostengono che quest’ultima si identifichi con il vicino abitato di Castelnuovo Scrivia il quale in età romana godeva di maggiore importanza rispetto a Voghera che allora era un semplice vicus.
Durante il VII e l’VIII secolo il nucleo urbano, a causa dei benefici della vicinanza della capitale longobarda (Pavia), si sviluppa sul vecchio “castrum” e vede sorgere le prime opere di fortificazione. La sua principale fonte di irrigazione è data dal torrente Staffora(da “stat foras”, così denominato per il suo continuo straripare o più probabilmente dal longobardo “staffil”, cippo di confine, per la sua sorgente sul monte Chiappo, cippo di confine tra varie regioni) e dalla sua derivazione, il canale Lagozzo che serve ad alimentare i nove mulini presenti nel borgo.
Nel 774, con la sottomissione del Regno Longobardo a Carlo Magno ed in base alla nuova suddivisione in contee, il borgo di Viqueria viene annesso alla diocesi di Tortona.
È in questo periodo che Voghera, oltre a divenire un centro di intensi scambi commerciali, sede di mercati settimanali e di almeno due fiere annuali, vede accrescere la sua importanza come luogo di transito e di sosta per i pellegrini diretti in Terra Santa e aRoma. Ne sono prova la presenza di molti ospedali, di ricoveri per viandanti e la morte di San Bovo, avvenuta nel 986 di ritorno da un pellegrinaggio a Roma.
Per Voghera transitava la via del sale lombarda controllata dai Malaspina, percorsa da colonne di muli che partendo da Paviapercorrendo la valle Staffora raggiungevano Genova attraverso il passo del Giovà e il monte Antola.
Sotto il regno di Arrigo VI (figlio del Barbarossa) il borgo si emancipa dal potere vescovile, aumentando così la sua autonomia. Comprova una ulteriore possibilità di autonomia il documento pergamenaceo dato in Pavia il 26 giugno 1271 (conservato presso l’Archivio storico del comune di Voghera), dal quale risulta che il comune di Pavia ha venduto alla comunità di Voghera il diritto di eleggersi il podestà (ed i consoli di giustizia), con decorrenza dal 1º gennaio 1272, con riserva di riscattare tale diritto.
Dal 1358 Voghera passa sotto il dominio dei Visconti;, fa eccezione il periodo maggio 1363 – luglio 1364, nel quale viene occupata dal marchese di Monferrato. Nel 1361 i Visconti fortificano il borgo, circondandolo di mura e fossato e dando inizio alla costruzione del castello, con imposizione ai comuni di Casteggio, Broni, Casei, Montebello Della Battaglia, Rovescala, Nazzano, Oliva, Pietra, Fortunago, Montalto, Mondondone, Santa Giuletta, Gerola e Sale di contribuire all’esecuzione di quelle opere.
Infeudata nel 1436 da Filippo Maria Visconti alla famiglia Dal Verme conti di Bobbio e di Voghera, e poi dal 1516 marchesato di Bobbio; essa rimane terra del Ducato di Milanoanche con gli Sforza e con Filippo II re di Spagna (1598). Con il decadere della sovranità spagnola passa sotto quella austriaca fino al 1743 quando, in forza del trattato di Worms (1743), entra a far parte del Regno di Sardegna, sotto Carlo Emanuele III, che eleva nel 1748 Voghera a capoluogo della provincia vogherese comprendente parte dell’Oltrepò e il Siccomario, provincia che resterà tale dal 1748 fino al 1859.
L’8 giugno 1770, con Patente Reale 112 – reg.43 –, il Re di Sardegna, riordinando amministrativamente lo Stato, eleva Voghera da borgo a città.
Con l’occupazione francese (1796) Voghera, come capoluogo di circondario, appartiene prima al dipartimento di Marengo e poi a quello di Genova. Il 22 giugno 1815, a seguito della restaurazione sabauda, ritorna al Piemonte (nuovamente come Provincia) dopo l’annessione della Lombardia al Piemonte (1859), la Provincia di Voghera, insieme alle vicine province di Lomellina e di Bobbio, entra a far parte (come circondario) dei territori con i quali viene costituita la provincia di Pavia.
Il XIX secolo, anche a seguito del grande aumento demografico, vede necessaria ed urgente la stesura di un piano regolatore (1835), la progettazione di opere di abbellimento e di ornato che permettono l’ampliamento, il rinnovamento e l’ammodernamento della città. Pertanto vengono abbattute la mura (1821 – 1830) e sul loro tracciato si sviluppa l’attuale circonvallazione interna. Durante il secolo appena trascorso tale sviluppo architettonico e demografico si è intensificato, così come la modernizzazione della città, corredata da grandi opere strutturali e viarie.
Venne duramente colpita dai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale, a causa della sua posizione “strategica” all’incrocio tra le direttrici Milano-Genova e Torino-Bologna.
Fu teatro, il 31 maggio 1962, di un grave incidente ferroviario nel quale perirono 63 persone.


Lo Stemma

Voghera-Stemma2

Per mostrare fedeltà a Federico Barbarossa il Comune di Voghera utilizzò come stemma, sovrastato da una corona, su sfondo rosso e posato su sbarre bianche e nere, il capo dell’impero arma del S.R.I: l’aquila. Tuttavia, negli anni Trenta del ‘900 vi furono apportate delle modifiche: sottostante il capo dell’Impero fu riprodotto, come prevista da una legge il capo del Littorio;

  • Le sbarre bianche furono sostituite da quelle color argento;
  • Sotto di esse fu posizionata una zona di colore rosso che termina a punta;
  • È presente una scritta bianca su sfondo blu nella zona sottostante il disegno con scritto: “Signo Sacrati Imperii Durabit Viqueria tempore longo si sciet vivere cauta” (spesso abbreviata in “Signo Sacrati Imperii Durabit Viqueria”)
  • Un ramo di alloro legato con uno di quercia tramite un nastro tricolore.

 

Monumenti e luoghi d’interesse

Importanti monumenti della città sono:

  • il Duomo di Voghera (XVII secolo), dedicato a S. Lorenzo Martire
  • la chiesa di S. Giuseppe, dotata di una pregevole facciata barocca
  • la chiesa del Carmine, che rappresenta una transizione tra il rinascimentale ed il barocco
  • Piazza Duomo, con la cà d’ Nava ed il palazzo Gounela, sede del Municipio, il cui nome è ispirato ad un omonimo usciere del ‘700, personaggio storico vogherese
  • l’imponente castello visconteo, eretto tra il 1335 e il 1372 e adibito a carcere fino al secolo scorso, il Teatro Sociale di Voghera, in fase di ristrutturazione, il monumento ai Caduti
  • il Tempio Sacrario della Cavalleria (“Chiesa di Sant’Ilario” o “Chiesa Rossa”, risalente all’VIII secolo
  • la Chiesa di Santa Maria delle Grazie con l’annesso convento francescano; la chiesa di San Colombano di Torremenapace, fondato in epoca longobarda; i resti del ponte romano, ricostruito poi come Ponte Rosso
  • la caserma Vittorio Emanuele II (che ospita, tra l’altro, la Civica Biblioteca Ricottiana, il Museo di scienze naturali e l’adiacente Museo Storico Giuseppe Beccari che conserva, tra i vari cimeli, la vettura Autobianchi A112 del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa e un’arma che una leggenda vuole sia quella che abbia ucciso Mussolini)
  • ponte di età romana (in rovina) sul torrente Staffora che affianca il moderno ponte

Infrastrutture e trasporti

Voghera, grazie alla sua favorevole posizione geografica, è facilmente raggiungibile sia via strada sia via ferrovia. La città è attraversata dalla Strada statale 10 Padana Inferiore, dalla Strada statale 35 dei Giovi ed è origine della Strada statale 461 del Passo del Penice.
Nel territorio comunale si trova il casello autostradale di Voghera, sull’Autostrada A21 Torino-Piacenza-Brescia; nel limitrofo comune di Casei Gerola si trova l’omonimo casello sull’Autostrada A7 Milano-Genova. La stazione ferroviaria di Voghera collega la città principalmente con Milano, Genova, Torino, Piacenza, Bologna (e località intermedie) ma vede giornalmente partire convogli con destinazione altre città italiane o europee. La linea ferroviaria passante per Voghera rappresenta per il Nord-Ovest d’Italia la via su rotaia più diretta per raggiungere le località meridionali del Paese.
Esiste un servizio di trasporto pubblico urbano composto da due linee automobilistiche (curiosamente numerate diversamente per i percorsi di andata e ritorno), gestito dalla ditta SAPO (Società Autolinee Pubbliche Oltrepò). La stessa SAPO gestisce buona parte dei collegamenti automobilistici extraurbani, principalmente per le località minori dell’Oltrepò Pavese. Esistono altri collegamenti extraurbani gestiti da altre società.
Dispone anche di un piccolo aeroporto situato a 5 km a sud della città principalmente usato per voli turistici nella zona.
Tra il 1883 e il 1931 Voghera fu servita da due linee tranviarie extraurbane a vapore, dirette a Stradella (1883-1931) e a Rivanazzano e Salice Terme (1891-1929).
Dal 1931 al 1966 a Voghera faceva capolinea la Ferrovia Voghera-Varzi.

A causa dell’aumento del traffico automobilistico, ed in particolare dell’aumento del numero di pendolari, si è provveduto alla costruzione di un autoporto, entrato in funzione nel 1986, dove una volta passava la ferrovia Voghera-Varzi. L’autoporto può contenere fino a 700 macchine, di cui 100 nel piazzale situato ai lati dell’entrata-uscita ed altre 109 auto sul terrazzo, al 6º piano. Inoltre, al piano seminterrato, è presente un parcheggio per autobus, di cui 13 posteggi all’esterno.

Gemellaggi

Voghera è gemellata con:

Germania Leinfelden-Echterdingen
Francia Manosque
Stati Uniti Cheyenne (Wyoming), capitale dello stato dello Wyoming.

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