“La Caserma di Cavalleria

II Museo Storico è ospitato nel grandioso complesso monumentale della Caserma di Cavalleria. L’idea di costruire questo edificio a Voghera si fece strada perché la città non aveva un locale in cui alloggiare in modo permanente le truppe, fino ad allora ospitate in diverse vecchie caserme. Così il 4 Aprile 1849 si chiese al Governo di concedere una stabile guarnigione di cavalleria e un anno dopo si scelse di costruire la caserma su un terreno appartenente a Domenico Pezzi. L’area individuata si trovava ad ovest della città, poco lontano da porta Rossella, alla quale confluivano le strade provenienti da Piacenza e Mortara. La progettazione, affidata all’ingegner Paolo Cornato, avvenne in condizioni ottimali: infatti l’area scelta era separata dalla città e non poneva limiti alla libertà creativa dell’architetto. Il complesso edilizio doveva servire all’alloggiamento di un intero Reggimento di cavalleria, composto da quattro squadroni e quindi contenere scuderie per 600 cavalli, dormitori per altrettanti soldati, camere per gli Ufficiali di Sorveglianza, magazzini per i foraggi, corpo di guardia, camere di disciplina, maneggio coperto e porticati.
Il 3 Ottobre 1855 l’Amministrazione ottenne il Decreto Ministeriale col quale si dichiarava opera di pubblica utilità la costruzione della Caserma. Grazie ad un mutuo di 150.000 lire da parte della Cassa Depositi e Prestiti ed altre 100.000 lire messe a disposizione dall’Ospedale di Voghera, iniziarono i lavori. Il finanziamento definitivo dell’opera venne assicurato con un prestito di 600.000 lire, tramite emissione di cartelle.
Nel 1856 ci fu la posa della prima pietra e nel 1858 la caserma venne intitolata al re Vittorio Emanuele II.
Alla fine della costruzione il costo definitivo diventò di oltre 1.000.000 di lire. La prima parte dell’opera fu collaudata nel 1860, mentre la seconda nel 1864.
L’impresa fu eccezionale per i tempi e le forze della cittadina.
Il complesso si sviluppava su una vasta superficie con un’organizzazione spaziale di grande respiro, determinata da specifiche esigenze funzionali. La pianta aveva una rigorosa linearità e una speculare corrispondenza delle parti. La facciata principale era destinata ai locali di uso collettivo, il piano terreno allo stallaggio dei cavalli o alle attività connesse con la loro cura, manutenzione o addestramento.
La pavimentazione delle scuderie, igienica e funzionale, era stata realizzata con ciottoli di fiume. In fondo, di fronte all’ingresso, ma più all’interno, c’era un vasto maneggio coperto, per le esercitazioni. I servizi igienici trovavano posto in quattro torrette rotonde, che restavano ben separate dalla zona abitata. In seguito furono aggiunti i maneggi coperti e le camerate vennero dotate di ventilatori; nel 1904 arrivò anche la luce elettrica e poi fu costruita un’altra ala.
Nel secondo dopoguerra venne intitolata alla Medaglia d’oro al Valor Militare, tenente Zanardi Bonfìglio.
Nel grandioso edificio si susseguirono tanti reggimenti: Ussari di Piacenza, Savoia Cavalleria, Lancieri di Aosta, Nizza Cavalleria, Cavalleggeri Guide, Lancieri Vittorio Emanuele II e molti altri; l’ultimo di guarnigione a Voghera fu il Reggimento Cavalleggeri di Monferrato. La caserma fu dismessa dai militari nel 1964.

Oggi contiene il Museo Storico, di incredibili dimensioni e di grande ricchezza, la Biblioteca Civica, il Museo Paleontologico.

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